Borgo Bagnolo, Vendita residenze di prestigio -  San Donato Milanese (Mi)

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La Storia di Borgo Bagnolo

La Chiesa dei S.S. Pietro e Paolo

Documenti remoti ci parlano di Bagnolo e della sua chiesa; Goffredo Da Bussero così dice nel XXIII secolo: "In plebe Sancti Donati, loco Bagnino ecclesia Sancti Petri cum altari Sancti Nichelai"

Nel 1571 San Carlo, dopo averla visitata, ne ordinò la riparazione o ricostruzione, disponendo altresì che "gli uomini di Bagnolo" dessero annualmente per il mantenimento del Curato, "due stava di frumento per ogni massaro e cinque soldi per ogni bracciante"

Restò chiesa parrochiale sino al 1798, quando Don Gatti, suo parroco, preferì trasportarne la sede a Chiaravalle per cercare di salvare il salvabile. Sebbene la sede della parrocchia fosse stata trasferita. la piccola chiesa di Bagnolo funzionò ancora perchè Don Gatti volle che la stessa servisse ancora per il culto.

Dopo la sua morte nel 1847 essa venne trascurata e abbandonata, tanto che pochi anni dopo, nel 1856, venne definitivamente sconsacrata.

Notizie su Bagnolo possono ricavarsi da antichi atti di compravendita di terreni dei quali il più vecchio risale al Maggio del 1027.

La prima vera mappa storica esistente risale al 1722 e Bagnolo, con un impianto planimetrico differente rispetto all’attuale, risulta di proprietà delle Monache di Sant’Agostino in Porta Nuova.

Da qui in poi numerosi casati si succedono nella conduzione del complesso che acquisisce nel corso degli anni una nuova struttura, compaiono così nuovi corpi di fabbrica a completamento degli esistenti.

Nel giugno del 1178 avvenne una lite tra gli uomini di Bagnolo e l’abbazia di Chiaravalle per la corresponsione di diritti signorili.
Il cronista milanese Sire Raul, riferisce che a Bagnolo si svolse lo scontro tra i Consoli milanesi e i soldati del Barbarossa l’ 8 Maggio del 1161. Un censimento del 1621 dà a Bagnolo 328 abitanti ed un altro del 1653 ne dà 408.

Sicuramente nel complesso si esercitava l’allevamento del bestiame e la coltura agraria, ma la maggior parte dei fabbricati veniva utilizzata dai loro proprietari come “villa di campagna”.

Il borgo ha purtroppo vissuto negli ultimi decenni in desolata solitudine e abbandono, decadendo e crollando su se stesso, ospitando solo inquilini occasionali in cerca di un riparo di fortuna.

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